Bumboo 3

scritto da Mary Read
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Continua la navigazione. Facile imbattersi in errori nella terminologia nautica o nelle letterature, mi perdonerete, colpa della mia immaginazione, mettete delle boe di segnalazione, sarò sul ponte di comando, pronta a correggere la rotta.
- Nota dell'autore Mary Read

Testo: Bumboo 3
di Mary Read

Riassunto 

Dal diario del comandante

Addì, 20 giugno  1736
In navigazione, mare calmo,  vento sud-sud est.
Spazzola via tutta la nebbia e anche alla sera è bello guardare il nitido orizzonte.
Mi sta facendo compagnia il Dott. Stapleton, il medico di bordo che chiamo Doc. Ha un passato turbolento da 'tombeur de femmes' ma è diretto e abile nel suo lavoro. Poi c'è  Thomson il nostromo e il Sig. Bouchard, il mio secondo ufficiale. Immancabile il Sig. Bailey che mi segue come un'ombra a distanza. Domattina comunicherò all'equipaggio la nostra missione segreta. I miei ordini sono di ritrovare la Jeannie, una nave che ha una brutta fama di sventura, ma un carico prezioso, che sembra essersi dileguata nelle pieghe di questo oceano. 
Ho posizionato il nuovo gabbiere, il Sig. Corby, appena imbarcato, per capire se è un elemento valido sull'albero di maestra. 
Ha avvistato una nave in avvicinamento e sembra inglese.
Devo solo affidarmi ai segnali. Una nave inglese!  Non amici, soci.
E questo è tutto per il momento.  

                                                                                               <<<<>>>>>

La nave era davvero una corvetta inglese, la Lively. Uno splendido tre alberi che, con l’imbrunire, aveva acceso le lampade di segnalazione e procedeva in avvicinamento, con un’andatura dolce e misurata. In coperta, c’era attesa e un silenzio rotto solo dallo sciabordio delle onde sullo scafo. Era quella sensazione impalpabile che teneva gli animi sospesi e tesi come corde.
‘Sig. Bouchard, ammainiamo la bandiera. Procedere lento, Sig. Thomson. La bandiera sventolava in testa d’albero.  Era un segnale chiaro. Un atto di sottomissione. Stavamo incontrandoci. ‘Sig. Bouchard, accostare’.
Corby aveva finito il suo turno di guardia e stava scendendo dalle sartie dell'albero di maestra, si avvicinò: 'Signore, posso chiedere il permesso di ritirarmi...' Il suo viso era cinereo e aveva uno sguardo preoccupato.
'Sig. Corby, potete ritirarvi, certamente, avete fatto un ottimo lavoro'.
'Grazie, Signore' e scattò via come inseguito da cani.
Bailey era dietro di me, in attesa.
'Controlla come sta il ragazzo e fai preparare quel montone e del vino. Non quello della mia riserva'. Quel vino meritava ben altri commensali. 
‘Sì, Signore’. 
'Grazie, Bailey'. 
Mi avvicinai al Signor Bouchard e al Doc  e senza aspettare una risposta: ’Sarete alla mia tavola stasera? Tenere una conversazione amabile con gli inglesi, non è fra le mie specialità’.
Non avevo altra scelta. Attendere l’arrivo del Comandante della Lively a bordo e predisporre un banchetto, per imbandire una tavola  di domande su cosa ci facessero in quella parte di mare e soprattutto: cosa volevano?
Gli ordini dei miei capi erano stati molto chiari: non si doveva far trapelare la vera ragione della spedizione,  certamente non agli inglesi, ma non avrei potuto essere sgradevole, vista la potenza di fuoco della Lively, che superava di gran lunga quella del mio vascello. 
La manovra di accostamento stava procedendo e si stava approntando una passerella, fra le due fiancate delle due navi, per far salire il Comandante della Lively e il suo secondo a bordo.
Conoscevo solo il nome del Comandante della Lively e avevo sentito quello che si riportava in certi ambienti. Dicevano di un uomo di poche parole, schivo, rigido, dalla ferrea disciplina, che aveva combattuto sotto il comando di Nelson, si sparlava di una moglie ricca sfondata e brutta come il peccato e di due figlie altrettanto. Forse era per questo che era sempre in mare. 
 ‘Comandante Pearson, è un piacere averla a bordo!’
Pearson era un uomo alto, imponente, dallo sguardo diretto, che sprigionava autorità.
‘Il piacere è mio.  Questo è il Sig. Kennel’
Il suo secondo che lo seguiva come un segugio, stava ancora ansimando, un uomo grassoccio, dagli occhietti piccoli, incassati in un viso ansioso.
‘Sig. Kennel'.
Un breve cenno di saluto e poi proseguii senza esitazione: '
Sono a vostra disposizione, Signori, credo che ci siano delle urgenti notizie se abbordate una nave corsara. Vorrei accogliervi nel modo migliore, ma la mia mensa non è certamente paragonabile a quella a cui siete abituati. Cercheremo di essere all'altezza, vero Bailey?’
‘Tutto pronto, Signore’. Bailey era ineccepibile.
Ci spostammo nella mensa ufficiali, dove nel frattempo,  era stata allestita una cena davvero sontuosa. ‘Accomodatevi, Signori. Vi prego, vi presento il Dott. Stappleton, il nostro medico’ Cercavo di stemperare quella strana e inquisitoria atmosfera che si stava creando,
'e il Sig. Bouchard che avete già incontrato, il mio secondo‘
'Comandante...Signori, i miei omaggi, disse il Sig. Bouchard, con il suo vocione che riempì la sala. Intanto il Doc era impeccabile, si era rasato e si presentava con un'aria deferente e da oratore navigato, stava già riflettendo su come affrontare l'argomento a cui teneva di più in assoluto, la poesia. Ma il Comandante inglese aveva già preso la parola.
‘La vostra nave, Signore, è un gioiello, tutto in ordine. Il suo equipaggio sembrava essere in rivista, come fate? Con i mozzi, usate il gatto a nove code?’
Il Sig. Kennel fece una risata compiaciuta a questa osservazione sgradevole del suo superiore  e il Doc lo seguì, sorridendo, per gentilezza.
‘Non è mia abitudine usare questo tipo di sistemi di coercizione, sulla mia nave, Comandante; esistono altri metodi più efficaci,non trovate?’
Il Doc alleggerì, con garbo: 'Mi ricordate un verso di John Donne,' Ogni uomo è un pezzo del continente, un pezzo della Terra... 'aggiunsi con un sorriso: ‘ Il nostro dottore ha uno spirito poetico, ma prego, adesso dedichiamoci al cibo; il mio cuoco sarebbe oltremodo offeso se non degnassimo di attenzione il suo delizioso capolavoro.’
In effetti il mio cuoco, un italiano che avevo a bordo, era davvero un eccellente maestro in cucina. La nostra cambusa poteva presentare dei grossi limiti di approvvigionamento e lui era capace, con poche cose, di presentare raffinate leccornie. Il pesce poteva diventare un invitato noioso e ripetitivo nei menu a bordo di un vascello in mare da giorni o da mesi. 
Occorreva un’abilità e un certo talento a modificare le solite abitudini alimentari. Non mi sarei mai stancato della cucina del Sig.Passalacqua e per niente al mondo ne avrei fatto a meno. Quando lo incontrai era il cuoco di una stamberga nel porto di una città italiana dove ero solito passare alcuni mesi,  non aveva famiglia o legami, sapeva combattere con le mani, lo avevo visto all'opera, le aveva date di santa ragione a due balordi prima che intervenissi io a salvargli la vita e fargli scansare una lama che poteva infilzargli la milza;  forse per qualche avances che si erano permessi di fare alla sua donna e credo ne avesse lasciato qualche altra in quel piccolo porticciolo chiamato Ca' Muggi.
Aveva un brutto vizio, amava scommettere e stava lavorando per pagare un debito. Accettò di buon grado la mia proposta, per distogliere l'attenzione di alcuni creditori. Lo avevo  imbarcato con la promessa di lauti guadagni con le prede e nonostante non avessimo avuto molte occasioni di arricchirci, lui mi era riconoscente, mi donava la sua fiducia,  oltre che il piacere della sua maestria nel prepararmi dei piatti sontuosi.
Mentre il vino seguiva le portate che Bailey ci porgeva, Doc cercava di iniziarci al suo mondo poetico per introdurre con stile il mio fuoco di fila di domande che sarebbe seguito. Il Signor Bouchard, lo vedevo al tavolo compunto e impassibile ma attento a ogni parola degli inglesi e pronto a scattare alla minima insofferenza. 
'Mi stavo chiedendo, Comandante, che cosa spinge la Lively in queste acque, la Baia di Waywhere si apre sull'Oceano e la costa è molto lontana...'. Il Comandante stava sorseggiando un liquore speciale che avevo tenuto per l'occasione, un'elargizione generosa, lo Schiacchetrà, che avrebbe sciolto persino la lingua del Maligno. 
'Comandante, a questo punto dobbiamo parlare in privato'.
'Benissimo, Signori, avete sentito gli ordini? Io e il Comandante Pearson ci dobbiamo consultare'. 
Si alzarono tutti, Kennel, il Doc e il Signor Bouchard e lasciarono la stanza. 
Rimasti soli, il Comandante si versò, da solo, un altro goccio di liquore, dicendo: 'Abbiamo il forte sospetto che lei abbia a bordo qualcuno che stiamo cercando da tempo, si tratta di un fuggiasco, di una persona pericolosa.  Noi la riteniamo molto pericolosa, in effetti, e  ci deve essere consegnata'.
'Sa bene, Comandante, che gli accordi che ho con la Marina britannica  sono commerciali e che mai mi renderei partecipe di crimini, io rispetto soltanto gli ordini del mio comando.  Ma quali crimini ha commesso questo fuggiasco, un solo uomo, da far scomodare la Marina Britannica? C'è qualcosa che non mi dice.'
Il Comandante, si rigirò per un attimo sulla sedia e sembrò per la prima volta in difficoltà.
'Potrei visionare i suoi registri dell'equipaggio che tiene a bordo'. Non era una richiesta, era un ordine.
'Non mi piace il suo tono, ma credo di non aver altra scelta. Saranno a sua disposizione'. 
Era una richiesta assurda e insensata. 
'Potrei sapere chi stiamo cercando, Comandante Pearson?'
'Vede, questo è il punto. Il suo nome è William,Jacob, David Dyler'
'Voi mi state dicendo che la Marina inglese sta cercando il figlio dell'Ammiraglio Dyler?
'Sì, Comandante Read, vi posso anche chiedere un'ispezione per domattina se mi è concesso?
Rimasi per un attimo in silenzio.
'Continuo a non capire come abbiate potuto perdervi il figlio di un ammiraglio e cosa ancora più misteriosa perché viene ritenuto pericoloso, Comandante'.
'Abbiamo le nostre ragioni, Comandante Read'.
'Una volta visionato il ruolo d'equipaggio e ispezionato il mio vascello, vi renderete conto che il vostro fuggiasco non è mai salito a bordo del mio vascello e quindi vi chiedo, domani mattina, a ispezioni fatte, di abbandonare, immediatamente, la mia nave'
'Suona come una minaccia, Comandante Read!'
'No, Comandante Pearson, è  solo un avvertimento'.


Mary Read, il 3 Maggio 2026







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